Dalla topografia disegnata a quella calcolata

A disposizione dei topografi degli anni '70 vi erano strumenti di tipo ottico-meccanico, quali teodoliti e tacheometri, livelli, fettucce metriche, stadie. Ma anche giroscopi, ed altri speciali apparati come i collimatori solari, di volta in volta potevano essere utilizzati per lavori speciali. Ricordiamo ad esempio il tracciamento in galleria, o il calcolo di un azimut assoluto attraverso le osservazioni al sole... [Leggi tutto]

Dalla carta manuale a quella numerica

Uno dei passaggi epocali per la storia della topografia, e della cartografia in generale, fu la diffusione degli strumenti di calcolo: non più tavole logaritmiche e regoli calcolatori, ma calcolatrici. Si passò dalla restituzione dei rilievi topografici realizzata, per lo più, con enormi goniometri di carta, alla restituzione numerica per coordinate; queste, seppur calcolate e trascritte manualmente su... [Leggi tutto]

La svolta professionale

Essere competitivi nel mercato del lavoro, a solo pochi anni prima, teodolite e distanziometro erano indispensabili per diminuire le ore di rilievo e, contemporaneamente, aumentare la precisione. Chi voleva lavorare efficacemente nel settore della topografia si trovava di fronte ad un bivio: assecondare la modernità, affrontandone i rilevanti costi, nonchè i relativi rischi, o rimanere ai margini della professione... [Leggi tutto]

 



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